Utilizzare al meglio il nostro libero arbitrio

"Non dimenticatelo mai: il destino non si accanisce mai su su di noi per annientarci. Al contrario, il destino esiste per obbligarci a svegliare in noi lo spirito, per lavorare con lo spirito, affinché possiamo crearci, noi stessi, un avvenire migliore.."

Omraam Mikhaël Aïvanhov



Gli esseri umani dispongono del libero arbitrio per decidere del loro futuro

Quando si vede e si sente ciò che accade nel mondo, si ha la sensazione che il peggio debba ancora arrivare: una guerra atomica, epidemie, carestie, catastrofi naturali ecc., capaci di causare la scomparsa dell'umanità. Ma gli avvenimenti non sono mai determinati in modo assoluto: a seconda del comportamento degli esseri umani, essi possono prendere tutto un altro orientamento. Niente è mai stabilito in modo definitivo, non c'è un destino irrevocabile, né per una persona né per il mondo intero. Creando gli esseri umani, Dio ha dato loro una volontà libera; essi dispongono del proprio avvenire. Se vivono nell'incoscienza e nel disordine, scatenano correnti caotiche, e allora, ovviamente, le leggi della natura, che sono le leggi della giustizia, li condurranno alla rovina: è matematico. Ma se essi riflettono sulle conseguenze delle proprie azioni, se prendono decisioni sagge, se proiettano attorno a sé forze armoniose e smettono di turbare l'equilibrio della natura, molte disgrazie potranno essere evitate.

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Le ingiustizie del destino sono solo apparenti

Ogni prova che incontrate deve servire alla vostra evoluzione. Perciò non ribellatevi pensando di essere vittime di un’ingiustizia da parte del destino. Qualcuno dice: «Non meritavo questo!». Come può sapere cosa merita? Egli non si conosce: non conosce il suo lontano passato, non conosce neppure tanto il suo presente, e ha solo un’idea molto vaga del suo avvenire. Come può allora affermare che il destino o il Signore sono ingiusti con lui? Anche quando in un processo i giudici condannano un innocente – la storia è piena di errori giudiziari! – dietro quell'ingiustizia in realtà c’è una giustizia! Questo è potuto accadere anche a certi santi, a certi Iniziati e grandi Maestri: alcuni sono stati imprigionati, bruciati, crocifissi… In apparenza era ingiusto, ma in realtà quelle prove avevano un senso, ed essi dovevano accettarle sia per pagare un debito del passato, sia per comprendere certe verità che non avrebbero compreso senza quell’episodio, sia per diventare più forti. Il pensiero di un'ingiustizia divina impedisce agli esseri umani di evolvere. Qualunque cosa accada, essi non devono sentirsi vittime di un’ingiustizia: faranno così un grande passo avanti.

Riforzarsi per affrontare meglio le prove

Non si può sfuggire alla giustizia divina e non la si può nemmeno aggirare. Ecco perché è inutile andare a consultare astrologi, come fanno quelli che vogliono essere avvisati riguardo ai vari incidenti e malattie, in modo da poter sfuggire. Qualunque cosa si faccia, non si potrà evitare nulla: non si sfugge al destino con l'astuzia. L'unica cosa che si può fare è lavorare con la luce per rafforzarsi e avere così la possibilità di sopportare meglio le prove, il giorno in cui si presenteranno. Supponiamo che nel vostro oroscopo sia indicato che avrete una grave malattia: conducendo una vita ragionevole, purificando e rafforzando il vostro organismo, vi preparate delle armi per contrastarla. Forse non avrete la possibilità di evitare quella malattia, ma il giorno in cui questa si manifesterà, ne potrete limitare i danni. Questa legge è valida in tutti i campi; gli sforzi che fate per rafforzarvi e purificarvi vi permetteranno sempre di affrontare le prove nelle condizioni migliori.

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L’uomo è libero, oppure è sottoposto al destino?

Da millenni si discute su tale questione. L’errore sta nel credere che tutti gli individui debbano subire le stesse leggi. Quelli che, come gli animali, obbediscono solo alle loro pulsioni puramente istintive, sono inevitabilmente sottoposti alle leggi della fatalità; è la loro stessa natura a creare per essi questa fatalità. Invece, quelli che hanno acquisito il controllo dei propri istinti e delle proprie passioni, sfuggono alla fatalità per entrare sotto la legge della Provvidenza, della grazia, dove conoscono la luce e la libertà. Non bisogna immaginare che tutti possano essere liberi o che tutti debbano subire un destino inesorabile. No, la libertà dipende dal grado di evoluzione. In base al suo modo di pensare, di sentire e di agire, l’essere umano cade sotto i colpi della fatalità oppure attira a sé le benedizioni della Provvidenza. Dunque, in certi campi egli è legato, sottomesso al destino, e in altri gli sfugge, è libero… Fino al giorno in cui, dopo molto lavoro e molti sforzi, disporrà pienamente della propria libertà.


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Conquistare il proprio destino
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