Pensiero di venerdi 27 febbraio 2015

Ateo - paragonabile a chi, davanti a un essere umano, ne considerasse solo l'anatomia

Gli atei sono fieri di dar prova di lucidità, di logica e di raziocinio: loro, almeno, si pronunciano in base a ciò che vedono, odono, toccano, misurano ecc... I poveri credenti, invece, così obnubilati dalla loro fede, mancano totalmente di obiettività. Ebbene, qualunque sia il suo grado di intelligenza, chi non accetta l'esistenza di un Creatore, e nemmeno la realtà dell'anima e l'immortalità dello spirito, sarà sempre privo di un elemento essenziale per perfezionare le proprie osservazioni e i propri giudizi. Ed essendo privo di questo elemento, costui è limitato, poiché si attiene alla forma, alla superficie dell'esistenza. Un ateo può essere paragonato a qualcuno che, davanti a un essere umano, ne considerasse solo l'anatomia. Finché si tratta di identificare e descrivere le membra e gli organi, l'anatomia può essere sufficiente. Ma fermarsi all'anatomia significa studiare un corpo senza tener conto della vita che lo anima. Solo il credere alla vita dell'anima e dello spirito – e dunque al mondo divino, nel quale ha origine tutto ciò che esiste – può darci la vera dimensione degli esseri e delle cose e risvegliare la nostra sensibilità alle correnti che circolano in loro.

Omraam Mikhaël Aïvanhov


 
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