
Il fiume di acqua viva: ritrovare la sorgente interiore
In «E mi mostrò un fiume di acqua viva», Omraam Mikhaël Aïvanhov parte dalla potente immagine dell’Apocalisse di Giovanni per presentare la vita divina come una corrente inesauribile che attraversa tutta la creazione. L’acqua viva diventa il simbolo della purezza, della rigenerazione e di quella forza spirituale alla quale ogni essere umano può attingere.
La sorgente non deve essere cercata soltanto fuori di noi. Essa è presente anche nel profondo dell’essere umano e può manifestarsi quando il pensiero si orienta verso la luce e il cuore si libera progressivamente da egoismo, paura, rancore e orgoglio. Il lavoro di purificazione permette così alla corrente della vita spirituale di fluire più liberamente nella coscienza.
Il fiume richiama inoltre il movimento e il continuo rinnovamento. La vita spirituale non è qualcosa che si acquisisce una volta per tutte: deve essere alimentata attraverso la meditazione, la preghiera, la gratitudine e un contatto sempre rinnovato con il divino. È questa relazione viva con la sorgente, più che l’accumulo di conoscenze, a trasformare profondamente l’esistenza.
Ma ricevere non basta. Chi attinge a questa corrente è chiamato a diventare a sua volta una sorgente, lasciando scorrere attraverso pensieri, parole e azioni ciò che ha ricevuto. La pace, la speranza, l’amore e la luce possono così raggiungere anche coloro che incontriamo.
Un libro che invita a riscoprire dentro di sé la sorgente della vita spirituale e a mantenerla sempre viva. Attingere al “fiume di acqua viva” significa rinnovarsi interiormente per diventare, a propria volta, una presenza capace di portare luce, amore, pace e Fratellanza nel mondo.