Il linguaggio delle figure geometriche



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La geometria è generalmente considerata una disciplina matematica, fatta di linee, angoli, cerchi e poligoni. Omraam Mikhaël Aïvanhov, nel libro Il linguaggio delle figure geometriche
, ci invita invece a scoprirne una dimensione più profonda: quella simbolica e spirituale. Secondo il suo insegnamento, le figure geometriche non sono semplici costruzioni della mente umana, ma esprimono leggi universali che governano la natura, il cosmo e la vita interiore dell'uomo. Attraverso la loro contemplazione possiamo comprendere meglio l'ordine dell'universo e imparare a riprodurlo nella nostra coscienza.

Fin dall'antichità, la geometria è stata considerata un linguaggio sacro. Le grandi civiltà – dall'Egitto alla Grecia, fino alle scuole iniziatiche – hanno visto nelle forme geometriche la manifestazione dell'intelligenza creatrice. Aïvanhov riprende questa tradizione e mostra come ogni figura racchiuda un insegnamento capace di guidare l'essere umano nel suo cammino di evoluzione.

Uno dei simboli fondamentali è il punto, origine di ogni figura. Il punto rappresenta l'unità, il principio divino, la sorgente da cui tutto prende vita. È invisibile nella sua essenza, ma contiene in potenza l'intero universo. Da esso nasce la linea, simbolo della direzione, della volontà e del movimento. La linea ricorda che ogni esistenza acquista significato quando è orientata verso uno scopo elevato.

Il cerchio occupa un posto centrale nell'opera. Privo di inizio e di fine, esso rappresenta l'eternità, la perfezione e l'unità della creazione. Tutti i punti della sua circonferenza sono equidistanti dal centro: un'immagine che suggerisce come ogni essere trovi il proprio equilibrio quando rimane collegato al centro spirituale della propria vita. Per Aïvanhov, perdere il contatto con questo centro significa disperdere le proprie energie; ritrovarlo significa vivere nell'armonia.

Anche il triangolo assume un profondo valore simbolico. Con il vertice rivolto verso l'alto richiama l'aspirazione dell'essere umano verso il mondo dello spirito; con il vertice rivolto verso il basso rappresenta la discesa delle energie divine nella materia. L'incontro di questi due movimenti esprime la collaborazione tra il cielo e la terra, tra il divino e l'umano, tema ricorrente in tutto l'insegnamento di Omraam Mikhaël Aïvanhov.

Il quadrato è il simbolo della stabilità, dell'ordine e della realizzazione concreta. Se il cerchio richiama il mondo spirituale e infinito, il quadrato rappresenta la manifestazione nel mondo materiale. L'autore mostra come il vero sviluppo spirituale richieda l'equilibrio tra questi due aspetti: l'ispirazione interiore deve tradursi in azioni, comportamenti e opere concrete.

Particolare attenzione viene dedicata anche alla croce, figura che unisce l'asse verticale e quello orizzontale. Essa non è soltanto un simbolo religioso, ma rappresenta l'incontro tra il mondo spirituale e quello terreno, tra l'eternità e il tempo. Vivere la croce significa imparare a mantenere l'equilibrio tra le esigenze della vita quotidiana e la ricerca del divino.

Nel corso del libro, egli mostra come la natura stessa sia costruita secondo principi geometrici. I cristalli, i fiori, le foglie, le conchiglie, le orbite dei pianeti e perfino il corpo umano riflettono un ordine matematico che rivela la presenza di un'intelligenza universale. Osservare queste forme con attenzione significa imparare a leggere il linguaggio attraverso cui la creazione si esprime.

Uno degli aspetti più interessanti dell'opera è il carattere pratico del suo insegnamento. Le figure geometriche non vengono studiate solo per il loro valore teorico, ma anche come strumenti di meditazione e concentrazione. Contemplare un cerchio, un triangolo o un punto significa educare la mente all'ordine, alla chiarezza e all'armonia. La geometria diventa così un mezzo per trasformare il pensiero e sviluppare qualità interiori come il discernimento, la stabilità e la pace.

Il messaggio del libro conserva una straordinaria attualità. In una società spesso dominata dalla frammentazione e dalla confusione, Omraam Mikhaël Aïvanhov propone la geometria come scuola di equilibrio. Le forme semplici e perfette della natura ricordano che dietro l'apparente complessità del mondo esistono leggi di ordine e di bellezza alle quali anche l'essere umano può ispirarsi.

In conclusione, Il linguaggio delle figure geometriche ci invita a guardare oltre l'aspetto materiale delle forme per coglierne il significato spirituale. Ogni figura diventa una porta aperta sulla conoscenza di sé e dell'universo. Attraverso il punto, la linea, il cerchio, il triangolo, il quadrato e la croce, Omraam Mikhaël Aïvanhov ci mostra che la geometria è un linguaggio universale, capace di parlare non solo all'intelligenza, ma anche all'anima. Imparare questo linguaggio significa avvicinarsi all'ordine della creazione e fare della propria vita un'opera sempre più armoniosa, equilibrata e luminosa.

Questa opera è una delle più simboliche di Aïvanhov e si collega naturalmente a I segreti del libro della natura, La luce, spirito vivente e I frutti dell'albero della vita. In tutte queste opere ricorre la stessa idea fondamentale: l'universo è costruito secondo leggi di armonia e l'essere umano può comprenderle, interiorizzarle e applicarle nella propria vita per favorire la propria evoluzione spirituale.



Le figure geometriche sono come la struttura, l’ossatura della realtà….Il linguaggio dei simboli rende visibili i legami e le corrispondenze tra ogni cosa e le creature dell’Universo, esso rivela la profonda unità della vita ove tutto è perfettamente unito e collegato e funziona in perfetta armonia. Pertanto, quando l’uomo ricerca il significato dei simboli, delle affinità e delle corrispondenze sul piano spirituale, si avvicina alla vita, vivifica se stesso; quando arriverà infine a scoprire su cosa poggia la coesione dell’universo nel suo insieme, allora, conoscerà la vera vita e comincerà a viverla. Si dirà che l’uomo è già vivo! No, la vera vita è diversa dalla vitalità, dalla vita vegetativa. È evidente, l’uomo mangia, beve, si muove, ma la vita ha vari gradi e l’uomo deve conoscere ancora quelli superiori.

- Il simbolismo geometrico
- Il cerchio
- Il triangolo
- Il pentagramma
- La piramide
- La croce
- La quadratura del cerchio



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